
” Il concetto di specismo è divenuto di dominio pubblico con la pubblicazione nel 1975 di “Liberazione animale” del filosofo australiano Peter Singer.
Questo libro è stato un punto di svolta. Ha dato un nuovo spessore etico e culturale all’impegno in favore degli animali. Lo specismo è la centralità attribuita dalla specie umana a se stessa: è qualcosa in più dell’antropocentrismo, è una sorta di rivendicazione del diritto a disporre a piacimento dei corpi, delle vite, di individui appartenenti ad altre specie. E’ una visione del mondo che ci è abituale ma che in realtà è molto radicale, e che diventa il metro di misura di ogni scelta politica e morale.
L’antispecismo è una filosofia (ma anche un movimento sociale) che intende impostare su basi nuove le relazione fra la specie umana e le altre specie animali: sostiene che la condizione animale, nel mondo attuale, è interna a una struttura di dominio che ha profonde radici storiche e culturali. Una struttura di dominio che opprime gli animali ma che è all’origine anche di diseguaglianze e forme di oppressione interne alla specie umana.
L’antispecismo mette quindi in discussione la classica distinzione fra natura e cultura, fra umano e animale. ‘‘
Diverso quindi non significa migliore o peggiore, siamo tutti esseri viventi che appartengono a specie diverse con il proprio ciclo biologico e modo di vivere, che si parli di animali (incluso l’uomo) o vegetali.




Perché vogliamo sentirci superiori?