Ti è mai capitato di trovare un animale selvatico che può sembrarti ”in difficoltà” e non sapere cosa fare? Questi punti sono fondamentali per far si che le nostre azioni possano fare la differenza in meglio e non essere causa di ulteriore danno:
- Osserva la situazione da una certa distanza e chiediti se effettivamente è il caso di prestare soccorso all’animale: alcuni animali selvatici possono sembrare ”da soli e in pericolo ” mentre in realtà sono sotto la supervisione dei genitori anche se noi non li vediamo; portarli via significa privare l’animale di tutte quelle fasi che sono fondamentali per la vita che dovranno affrontare. Altri animali potrebbero far finta di essere feriti per proteggere i propri piccoli.
- Chiama subito il CRAS più vicino per capire come comportarsi e e come agire in base all’animale che vorremmo soccorrere; sarà loro compito ascoltare e consigliare la soluzione migliore per voi e per l’animale. E’ importante assicurare la sicurezza dell’animale per evitare ferite/traumi o aggravamento delle lesioni presenti: un metodo di soccorso sbagliato può provocare più danni che benefici: ecco perché chiamare subito un CRAS è fondamentale per il recupero dell’animale. Anche la fase del trasporto al CRAS è fondamentale, quindi le loro indicazioni saranno necessarie affinché l’animale possa stressarsi il meno possibile.
- Non trattare un animale selvatico come se fosse un animale domestico: a differenza degli animali da compagnia gli animali selvatici non amano il contatto diretto con l’uomo: quelle che per te sono ”coccole” per loro sono puro terrore, fonte di stress che potrebbe portare anche alla morte. Spesso, ingenuamente, si crede di fare del bene ma si rischia di fare peggio;
- La detenzione e l’allevamento degli animali selvatici da parte dei privati sono vietati dalla legge: errate pratiche di soccorso e allevamento dei nidiacei possono determinare il fenomeno dell’imprinting, compromettendo la possibilità dell’animale di tornare in natura.
SOS ANIMALI SELVATICI: cosa bisogna sapere

LEPRI– Strategie di sopravvivenza
Nel mese di febbraio, le lepri danno alla luce i loro piccoli in una depressione del terreno, solitamente nascosta tra l’erba alta. Questo favorisce la dispersione dei leprotti già poche ore dopo la nascita, riducendo il rischio che un predatore possa eliminare l’intera cucciolata. Poco dopo il tramonto e durante la notte, la madre torna dai piccoli, che nel frattempo sono rientrati nel “nido”, li allatta per pochi minuti e poi si allontana rapidamente per non lasciare tracce odorose. Dopo la poppata, i leprotti si separano nuovamente l’uno dall’altro. Sono alcune importantissime indicazioni per evitare valutazioni errate che possono portare le persone a recuperare animali che in realtà dovrebbero essere lasciati dove sono. Anche altri mammiferi, come il riccio e il capriolo, adottano una strategia simile.
Se l’animale si presenta evidentemente ferito, è bene chiamare il CRAS più vicino e seguire le loro indicazioni.
VOLATILI– Strategie di sopravvivenza
Spesso nei centri di recupero arrivano piccoli di selvatici che non hanno alcun tipo di problema: questi infatti sono spesso recuperati da situazioni per loro in realtà naturali; se l’uccello è piumato sta imparando a volare e verrà nutrito e sorvegliato a distanza dai genitori: in questo caso se l’animale è in un posto sicuro allora non avrà bisogno del nostro aiuto. E’ importante considerare diversi aspetti come l’età del selvatico, se sembra malato/ferito, la presenza di gatti/cani nella zona, la presenza dei genitori nelle vicinanze.

Passeriformi, rapaci e columbiformi fanno parte di quella che definiamo prole inetta ovvero nidiacei che hanno bisogno di cure da parte dei genitori per diversi giorni prima di involarsi; potremmo ritrovarci in una situazione in cui il piccolo è caduto dal nido e potrebbe quindi aver bisogno d’aiuto: se non troviamo il suo nido possiamo crearne uno noi con un fondo di vaschetta o un cestino di paglia riempito con erba secca e appenderlo all’albero più vicino al luogo di ritrovo del piccolo: i genitori potrebbero impiegarci ore prima di tornare al nido.
Se avete un forte sospetto che l’animale possa essere ferito/debilitato allora contattate tempestivamente il CRAS più vicino e seguire le loro indicazioni.
Possono esistere delle situazioni in cui un animale selvatico senza un occhio o senza zampa riesce a vivere e svolgere le normali attività senza aver bisogno di ricevere soccorso: osserviamo sempre la situazione prima di intervenire e chiediamoci se sia davvero necessario il nostro aiuto.


RICCIO –> Se abbiamo trovato un riccio per strada dobbiamo porci sempre le seguenti domande: è un cucciolo /adulto? è in pericolo/ ferito? è stato ritrovato di giorno o di sera/notte?
I ricci sono animali notturni ed è inusuale trovarli di giorno: questo potrebbe essere un campanello d’allarme che ci dice che l’animale potrebbe non essere in salute. Un altro aspetto da valutare è il peso: se pesa oltre i 500 grammi allora possiamo lasciarlo dove lo abbiamo trovato (se il posto è sicuro) o metterlo in sicurezza in un posto non troppo distante.
Hai trovato un riccio in giardino? Il riccio è un animale crepuscolare o notturno quindi è molto difficile scorgerlo in pieno giorno se in salute. Se lo trovate gironzolare nel vostro giardino in tarda sera non allarmatevi: per sopravvivere al disboscamento e all’alterazione del suo habitat, il riccio si è adattato a vivere in un ambiente urbano come quello dei nostri giardini: la tana del riccio è spesso fatta di foglie e posta sotto massi e rocce, in una cavità di un tronco, nei buchi dei muri oppure tra i cespugli. Sono animali selvatici e la detenzione è vietata dalla Legge; possiamo considerare il riccio come un ospite in grado di scegliere quanto restare e quando andare via: in cambio vi aiuterà a tenere lontane mosche, zanzare e insetti infestanti (attenzione ad usare diserbanti/pesticidi nel giardino, possono nuocere alla salute del nostro ospite, e non solo a lui!).
Che cosa possiamo fare per aiutarli? d’estate possiamo lasciare una ciotola di acqua fresca (cambiata quotidianamente) collocata in un punto tranquillo del giardino come ad esempio un cespuglio. Da evitare assolutamente la somministrazione di cibo. Il latte di vacca (mucca), le camole, la frutta secca e il pane sono per loro potenzialmente mortali!
CHIROTTERI: se dovessimo imbatterci in un chirottero in evidente difficoltà è fondamentale:

- Contattare il CRAS di riferimento più vicino, raccontate la situazione e seguite le loro indicazion
- Non maneggiarli a mani nude (come per tutti i selvatici sia per non lasciare il nostro odore sull’animale sia per evitare morsi o graffi). i.