Ad essere sotto attacco oggi sono gli orsi, ieri erano i lupi, domani chissà. Ho aspettato a creare questo articolo; mi sono limitata a leggere le notizie e fare un po’ di divulgazione sui social.
Ad oggi i social vengono utilizzati per incutere paura e fomentare odio a più non posso. La colpa non è solo dei politici incompetenti, ma anche di tutti quei giornalisti, che pur di fare visualizzazioni, si prendono la briga di proclamarsi esperti del settore faunistico e ambientale, aizzando ancora di più gli animi dei paurosi.

Abbiamo la possibilità di utilizzare internet per il bene, invece lo utilizziamo per far uscire la parte peggiore di noi: quella ignorante, subdola, prepotente ed ipocrita. Noto con dispiacere quanto sia limitata la possibilità di intavolare una discussione costruttiva che abbia come finalità quella di istruire.
In merito alla tragica vicenda che ha visto la morte di un ragazzo, dopo aver letto innumerevoli articoli di dubbia provenienza, vorrei dire la mia opinione.
La Natura è quel posto meraviglioso dove possiamo respirare aria pulita e rigenerarci. E’ anche vero che la Natura è’ un complesso sistema biologico, di cui anche noi facciamo parte, insieme a milioni di altre specie.
Nel corso degli anni abbiamo reso questa Terra inospitale per molte specie, alcune ormai estinte, molte a rischio. Stiamo radendo al suolo tutto ciò che non crea profitto per dare alla luce edifici/allevamenti/monocolture. Stiamo lasciando ben poco spazio agli altri coinquilini di questo Pianeta. Siamo la causa dell’attuale crisi climatica, eppure, siamo ancora in grado di dare la colpa a loro, agli animali non umani. ”Lo ha attaccato! siamo in pericolo! non mi sento sicura/o!”. Se gli animali potessero parlare, potrebbero dire lo stesso.


Porgo le mie condoglianze alla famiglia del ragazzo, ma non posso che ribadire come, ora più che mai, c’è bisogno di imparare a convivere, non a uccidere.
Abbiamo privato gli animali del loro habitat, limitandoli a ridotti spazi che spesso ci piace ”invadere”; pretendiamo di voler accomodarci a casa loro senza nessun tipo di pericolo- come se loro dovessero ringraziarci di non aver distrutto ciò che ne rimane.
Pretendiamo di addentrarci nei boschi come se questi fossero di nostra proprietà, come se avessimo il diritto di uccidere chi ci infastidisce.
No, non funziona così.
La Natura non è un parco divertimento, non è una palestra. Nessuno vieta di fare escursioni o passeggiate ma è doveroso saper adottare tutti i comportamenti necessari per evitare spiacevoli inconvenienti e per rispettare e proteggere ciò che si trova lungo il nostro cammino. E’ doveroso ricordare che sulla Terra non viviamo solo noi.
Gli animali selvatici non attaccano senza motivo ma lo fanno solo se minacciati, se non hanno altra possibilità. ”Attaccare” richiede un dispendio energetico non indifferente e potrebbe portare l’animale a ferirsi o peggio morire; quindi, prima ancora di attaccare, l’animale ci comunica il suo disagio. Ecco che sapersi comportare, anche in caso di incontro, è fondamentale.
Potremmo assistere a casi di animali confidenti (ovvero che non hanno paura dell’uomo) ma la colpa non è da imputare all’animale, ma a chi ha contribuito a rendere l’animale meno schivo. La risoluzione in questi casi è trovare la falla: gestione e smaltimento di rifiuti non idoneo, cassonetti aperti, comportamenti errati nei confronti della fauna selvatica (gli animali selvatici NON vanno alimentati). Ecco come i programmi di sensibilizzazione dei cittadini giocano un ruolo chiave per prevenire spiacevoli situazioni.
Gaia, conosciuta meglio come JJ4, è il nome dell’orsa attualmente protagonista di tutti i telegiornali italiani. ”E’ uno dei primi orsi nati nei boschi italiani nel 2006 dopo la reintroduzione della specie nell’ambito del progetto finanziato dall’Unione europea Life Ursus. È uno dei cuccioli di Joze e Jurka, due dei 10 orsi importati dalla Slovenia per ricostruire un nucleo di plantigradi nelle Alpi Centrali.” fonte
JJ4, come tante altri orsi, è una mamma con i cuccioli, disposta a prendersene cura e crescerli in forze. JJ4 è una mamma che farebbe di tutto per i suoi piccoli e molto probabilmente dopo essere stata spaventata, ha dovuto difendersi. JJ4 si è comportata come ogni animale farebbe, come anche una mamma umana farebbe.

JJ4 si è comportata da animale in quanto tale, perchè dovremmo fargliene una colpa?
JJ4 non va né uccisa, né rinchiusa in quattro mura di uno zoo. Un soggetto che difendere la propria prole/preda non deve essere classificato come pericoloso in quanto questo è un comportamento del tutto naturale che tutti gli animali posseggono, compresi noi animali umani.
Faccio l’esempio della Costa Rica che ho avuto modo di visitare per ben due volte. In questo magico posto esistono molti animali pericolosi, alcuni addirittura letali per l’uomo.

Eppure, il numero di feriti/morti è veramente limitato; ci chiediamo: come mai? Perché si punta tutto sull’educazione ambientale: le persone sanno come comportarsi fin dalla più tenera età. Vivendo ancora in contesti più o meno ”naturali” sanno cosa significa convivenza ed accettano i possibili pericoli presenti naturalmente in Natura. Se qualcuno viene ferito o perde la vita, cosa fanno? Incentivano i programmi di educazione e di sensibilizzazione. L’animale sopravvive e continua la sua vita, senza inutili ed ingiuste sentenze.

La condanna dei ”paesi più sviluppati” è proprio questa: una Politica che ha insegnato alla popolazione a vivere in una sfera di cristallo sottilissimo: ha insegnato ed aver paura di un ragno, di un topo, di una cimice; ha insegnato a tollerare gli incidenti stradali, i suicidi e gli omicidi, come fossero più normali questi di un animale che si difende. Da ignoranti quali siamo, pretendiamo di andare nella Natura senza che un insetto ci sfiori il viso.

E’ arrivato il momento di fare un mea culpa, imparare dagli errori presenti e passati, ed iniziare a creare un presente sostenibile per le attuali e future generazioni animali, umane e non.

UOMO E FAUNA SELVATICA: Una convivenza possibile tra uomo e orso https://adifesadellambiente.wordpress.com/2023/04/17/uomo-e-fauna-selvatica-una-convivenza-possibile-tra-uomo-ed-orso/
Autore: Fabiana De Santis, studentessa al V anno di Medicina Veterinaria.
Una risposta a "Una piccola ma doverosa riflessione sul caso dell’orsa Jj4"