Per dare un quadro chiaro su ciò che significa vegano e ciò che implica una modalità di alimentazione a base 100% vegetale.
”Chi propugna uno stile di vita contrario a ogni forma di sfruttamento degli animali, anche nell’alimentazione”
Apprendiamo dalla definizione che una persona contraria allo sfruttamento animale può decidere di non alimentarsi con prodotti animali o derivati e può decidere di non comprare e/o utilizzare capi o altri prodotti che implicano lo sfruttamento e l’uccisione di esseri senzienti.
Alcune persone possono decidere di continuare ad utilizzare capi derivati da animali (es. scarpe in cuoio, maglioncini in lana) se già in possesso o se sono stati acquistati da un negozio dell’usato; questa decisione si basa sull’idea di non incentivare la produzione ed il commercio di nuovi prodotti, come i capi d’abbigliamento sintetici, che hanno un impatto ambientale notevole. Si decide di cambiare stile di vita, nei limiti del possibile (sociali, economici), per disincentivare la produzione di prodotti di origine animale e di conseguenza diminuire l’allevamento e sfruttamento di animali non umani.
I motivi di questa scelta possono essere diversi ma tutti hanno una base comune legata alla possibilità di impedire lo sfruttamento di altre specie. L’uomo in questo momento storico è in grado di poter scegliere come comportarsi e come nutrirsi, anche senza l’utilizzo di animali.
Risponderò di seguito ad alcune delle più comuni domande o erronee affermazioni. Se avete altre curiosità o domande, vi aspetto nei commenti :).
- Cosa mangia una persona vegana?
L’alimentazione vegana si basa sull’assunzione di soli elementi vegetali come cereali (pasta, pane, pizza), legumi, frutta e frutta secca, verdura, funghi).

2. Perché si sceglie di diventare vegan?
[Sfruttamento animale] Principalmente si inizia ad intraprendere questo ”percorso di vita” in quanto si è in disaccordo con le modalità di utilizzo, da parte dell’uomo moderno, di alcuni animali considerati di serie B (bovini, suini, polli, conigli, cavalli…) rispetto ad altri animali considerati di serie A (cani, gatti). Questi animali vengono allevati, uccisi e trasformati in cibo o abbigliamento; vengono quindi sfruttati per diventare dei prodotti che spesso non sono salutari per l’uomo, molti di questi vengono buttati per via della sovrapproduzione, altri vengono scartati per via della scarsa produzione/profitto. Insomma, di base vi è uno sfruttamento inutile di esseri viventi in grado, come noi ed i nostri cani/gatti, di provare dolore, felicità, tristezza, noia.


[Ambiente] Una persona può decidere di scegliere un’alimentazione vegetale per diminuire la sua impronta ambientale (ecologica): gli allevamenti impattano notevolmente sull’ambiente. Gli animali allevati necessitano di grandi quantità di acqua e di alimento per poter sopravvivere e crescere- questo si traduce in un ingente utilizzo del territorio per la produzione di mangimi e foraggio destinati all’alimentazione degli animali allevati. Circa il 70% della superficie agricola è destinata all’alimentazione di questi animali. Parliamo di una superficie che potrebbe essere utilizzata direttamente per la realizzazione di prodotti ad uso umano e che potrebbe sfamare molte più persone, diminuire lo spreco alimentare, l’uso di acqua e suolo nonché ridurre notevolmente l’inquinamento e la degradazione degli habitat e l’impatto generale sui diversi ecosistemi.

Non mi riferisco solo agli allevamenti intensivi, ma anche gli allevamenti ”semi estensivi/ estensivi” hanno un ruolo rilevante a livello ambientale. Un notevole utilizzo di terreno viene destinato agli animali al pascolo e quindi una notevole superficie viene sottratta all’ambiente e di conseguenza alla fauna selvatica; l’aumento degli animali domestici al pascolo e la diminuzione di aree boschive non fanno altro che incentivare un conflitto tra l’uomo e le altre specie. Gli animali domestici inoltre potrebbero essere i diretti responsabili della trasmissione di alcuni patogeni e malattie agli animali selvatici e di conseguenza arrecare enormi squilibri ecologici (un esempio può essere la cheratocongiuntivite del camoscio, dovuta al pascolo di pecore infette). Si potrebbe pensare che gli animali d’allevamento estensivo risultino in condizioni di benessere migliori rispetto all’allevamento intensivo; è vero che i bovini hanno la possibilità di pascolare 6 mesi l’anno, tuttavia non si tiene in considerazione che nei restanti 6 mesi questi animali sono detenuti alla posta- un metodo di allevamento ancora molto in uso nel nostro Appennino- legati a catena e costretti a rimanere nella loro cuccetta 24 ore su 24, senza la possibilità di svolgere un minimo di funzione motoria che non sia quella di alzarsi e sedersi.

[Salute] Molti prodotti derivati dall’utilizzo di animali non sono propriamente idonei per salvaguardare la salute del consumatore, come gli insaccati (e non solo) che vengono ampliamente commercializzati e consumati in tutto il mondo.
Vorrei ricordare ai miei lettori che una corretta alimentazione onnivora prevede un limitato consumo di alimenti di origine animale- mi riferisco proprio alla dieta mediterranea che purtroppo non viene quasi più adottata e rispettata. Provate a riportare sul quaderno ciò che mangiate nel corso di un mese e noterete quanto si discosta dal grafico che vi riporto di seguito.
3. Dove vengono prese le proteine?
Le proteine possono essere di derivazione animale o vegetale.

Le proteine sono composte da amminoacidi. Gli aminoacidi coinvolti nella sintesi proteica sono 20 e tra questi, otto sono essenziali per soddisfare il fabbisogno quotidiano: 1.Fenilalanina, 2.Treonina, 3.Triptofano, 4.Metionina, 5.Lisina, 6.Leucina, 7.Isoleucina, 8.Valina.

Si dice che le proteine animali siano quelle di qualità superiore e quelle vegetali inferiore.
Cosa vuol dire? Le proteine animali contengono tutti i vari amminoacidi essenziali riportati precedentemente. Le proteine vegetali sono carenti di alcuni amminoacidi: I cereali sono per esempio carenti di triptofano e lisina; i legumi invece, molto ricchi di proteine di discreta qualità, sono invece carenti di amminoacidi solforati (metionina e cisteina). Questo significa che dovremmo quindi preferire le proteine animali? non necessariamente, è vi svelo il perché: abbinando correttamente tra loro differenti proteine vegetali, anche alternate e non necessariamente nello stesso pasto, si può COMPENSARE la carenza dei vari aminoacidi limitanti! Si parla in questo caso di mutua INTEGRAZIONE o complementazione proteica.
Esempio pratico: Pasta e legumi rappresenta un eccellente abbinamento poiché gli aminoacidi di cui è carente la pasta vengono forniti dai legumi e viceversa.

4. La vit. B12 e la Vit.D come vengono assunte?
La vitamina D è una vitamina liposolubile. Può essere sintetizzata in quantità adeguate dalla maggior parte dei mammiferi sufficientemente esposti alla luce solare. E’ presente anche in fegato, tuorlo d’uovo, pesce, alcune alghe e certe specie di funghi. Anche questa può essere assunta, se carenti, mediante integratore alimentare.

La vitamina B12 rientra tra il gruppo delle vitamine B idrosolubili. Viene prodotta da batteri ubiquitari presenti nel terreno ed in batteri che sono presenti nel rumine dei ruminanti (come i bovini). Nelle diete vegetariane e vegane viene assunta mediante integratori alimentari. Frequentemente anche le persone onnivore possono risultare carenti di B12 e per tale motivo anch’esse devono assumerla tramite integratore.
Negli allevamenti moderni, la vitamina B12 viene spesso integrata nei mangimi degli animali, poiché le condizioni intensive non permettono agli animali di ottenere naturalmente questa vitamina. L’assenza di pascoli o terreni ricchi di batteri produttori di B12, unita all’uso di diete standardizzate a base di cereali e soia, rende necessaria l’integrazione. La vitamina B12 utilizzata nei mangimi viene prodotta industrialmente attraverso processi di fermentazione batterica. Anche per gli onnivori, dunque, è necessario monitorare i livelli ematici di questa vitamina e spesso integrarla.
Allego un approfondimento sulla vitamina B12:
5. Allora non è un’alimentazione completa?
Per rispondere a chi penserà ciò, vorrei ricordare che viviamo nel 2024 e facciamo uso di numerose sostanze che vengono prodotte tramite la tecnologia e molti di voi lettori usano comunemente tanti altri tipi di integratori, farmaci o sostanze addizionate a prodotti alimentari; non indignatevi se ogni tanto viene utilizzato un integratore alimentare per la B12, spesso comunque utilizzato anche da persone onnivore carenti.
6. Perché vengono dati i nomi degli alimenti animali agli alimenti vegetali?
Il nome viene dato in quanto individua la forma del cibo imputato, non il suo contenuto. Esistono molti esempi anche nei cibi onnivori come ”Uovo di Pasqua”, ”Salame al cioccolato”, ”lingue di gatto”, ”Colomba pasquale” e così via…
7. Anche le piante soffrono”
”Le piante sono degli organismi viventi diversi dagli organismi animali; sono costituiti da cellule vegetali che differiscono dalle cellule animali; rappresentano l’86% di tutto ciò che è vivo ma non hanno un vero e proprio sistema nervoso centrale. Nonostante questo sono in grado di comunicare, risolvere problemi (intelligenza) ed avere una vita sociale”; riporto e condivido con voi le parole di Stefano Mancuso in quanto reputo le piante e più in generale gli organismi vegetali come degli esseri viventi fondamentali per il Pianeta e per tutti noi: sono ciò che ci dona ossigeno, ciò che è parte di un equilibrio all’interno di ogni ecosistema e ciò di cui tutti ci nutriamo, onnivori e non. Per rispondere a questa frase, diciamo che gli animali non sono di serie A, e non lo sono nemmeno le piante: il paragone tra animali e vegetali non può e non ha senso di esistere.
Le piante tramite la nostra alimentazione possono non sono sopravvivere, ma diffondersi, propagarsi, trovare ambienti idonei al loro sviluppo; in cambio grazie a loro noi possiamo sopravvivere. Se da un lato possiamo fare a meno di mangiare animali, dall’altro NON possiamo fare a meno di mangiare vegetali in quanto considerati alla base della nostra stessa sopravvivenza come animali umani.
Per approfondire il magico e meraviglioso mondo delle piante, vi raccomando le letture del botanico e saggista Stefano Mancuso.
8. Anche l’agricoltura ad uso umano impatta e uccide indirettamente animali

Dipende a quale tipo di agricoltura ci stiamo riferendo. L’attuale sistema economico è basato sulla vendita di massa (alimentare e non solo). Per fare questo è necessario un vasto terreno che viene coltivato solo per una determinata specie- questa è chiamata monocoltura. Questa modalità di coltivazione è dannosa in quanto si rende necessario l’utilizzo maggiore di pesticidi e fertilizzanti, oltre che indebolire il terreno ed impattare notevolmente sulla biodiversità.

Parlando di agricoltura ad uso umano, esistono altre modalità che impattano meno ed anzi possono contribuire a preservare la biodiversità; parliamo di un approccio bio-dinamico, un approccio olistico, ecologico ed etico all’agricoltura, al cibo e alla nutrizione. Parliamo di Permacultura come una ”una teoria di pratiche agricole che, adottando soluzioni osservate negli ecosistemi naturali, permetterebbe di produrre cibo, fibre ed energia per i bisogni della popolazione preservando contemporaneamente gli ecosistemi naturali, migliorandone la resilienza e la ricchezza”. Nella foto inserita, possiamo vedere quello che è un orto biodinamico: un terreno coltivato con specie diverse utili sia per l’uomo sia per gli altri organismi. E’ chiaro che per utilizzare determinati sistemi è necessaria una sensibilità ed una visione basata sul rispetto per ciò che ci circonda e non basata solo sul rendimento economico. Una società consumistica come quella attuale necessita di ”decrescere” ed adottare sistemi innovativi e sostenibili anche in quest’ottica.
9. ”Ma l’uomo è nato cacciatore, anche nella natura gli animali si mangiano a vicenda”
La Natura è bella, è affascinante, è spietata. La Natura è qualcosa da cui ci siamo profondamente allontanati nel corso dei secoli. Paragonare l’essere umano ad un ”leone che rincorre una gazzella” è fuorviante e non pertinente. Il leone rincorre la gazzella per sopravvivenza, per cacciare per sé e per i cuccioli, per mandare avanti la specie; non uccide tutte le gazzelle che incontra, sceglie la più debole, ne sceglie una, quella. Non massacra tutto ciò che può diventare ”cibo”; non se ne approfitta. L’uomo alleva/uccide più di quanto riesca a mangiare- va al supermercato dove trova un ampia scelta di cibi che può acquistare. In Natura esistono una serie di comportamenti che nella società animale umana non sono eticamente accettati, come l’inf-nticidio o lo st-pro. Pertanto, non ha senso paragonarci agli animali solo quando ci fa comodo, ignorando altri atteggiamenti che non riteniamo appropriati a sostenere le nostre argomentazioni.
Ipoteticamente parlando, se anche ognuno di noi dovesse ”tornare indietro” a cacciare per poter sopravvivere, stermineremmo nel giro di pochissimo tempo tutta la fauna selvatica vivente; siamo in troppi, stiamo crescendo in maniera esponenziale e non siamo in grado di preservare ciò che ci circonda; già solo la caccia regolamentata è responsabile di disequilibri ambientali rilevanti, figuriamoci se tutti impugnassimo un fucile.
Non possiamo pretendere di tornare a certe pratiche, dobbiamo cambiare in funzione di una migliore forma di adattamento nei confronti del Pianeta, un Pianeta che stiamo distruggendo a causa delle nostre tradizioni e dell’economia dell’usa e getta. È imperativo sviluppare nuove strategie sostenibili che rispettino e preservino l’ambiente per le future generazioni.
Via i paraocchi
Ciò che ci distingue, oltre ad essere onnivori (non siamo carnivori), è la possibilità di scegliere. E possiamo scegliere di non sfruttare e far soffrire alcune specie, riuscendo comunque ad apportare tutti i nutrienti quotidiani necessari per vivere. E’ una questione anche etica: possiamo reputare alcuni atteggiamenti nei confronti degli altri esseri viventi idonei ed altri non idonei, ed è la compassione che ci consente di fare ciò. Possiamo ancora fare di meglio per arrecare minor dolore, anche nei confronti delle altre specie.

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