Quando l’uomo sposta i confini: il dramma delle SPECIE ALIENE INVASIVE

Spesso, quando si affronta il tema delle Specie Aliene Invasive (IAS), si tende a puntare il dito contro l’animale o la pianta “invasore”, intraprendendo piani di gestione, controllo o eradicazione (non sempre possibile). Tuttavia, è fondamentale riconoscere una verità inconfutabile: la loro presenza in nuovi ecosistemi è sempre e solo una conseguenza delle azioni umane. Siamo noi, attraverso svariati meccanismi, a consentire a queste specie di superare le barriere naturali e colonizzare nuovi territori.

Questo articolo si propone di esplorare il fenomeno delle specie aliene invasive, ponendo un’attenzione particolare sulle vie di introduzione. L’obiettivo è offrire una prospettiva diversa da quella comune che demonizza le specie alloctone, evidenziando invece il ruolo centrale delle attività antropiche. Comprendere i nostri errori è il primo passo per prevenire ulteriori introduzioni e mitigare l’impatto di quelle già avvenute.

CHI SONO LE SPECIE ALIENE INVASIVE?

Le Specie Aliene* Invasive (IAS) sono organismi, animali o vegetali, che vengono introdotti dall’UOMO, intenzionalmente o accidentalmente, in un ambiente diverso dal loro habitat naturale.

QUANDO UNA SPECIE ALIENA DIVENTA INVASIVA?

Per essere considerate “invasive”, queste specie devono riuscire a stabilirsi, riprodursi e diffondersi rapidamente nel nuovo ambiente, causando danni economici/ambientali/sanitari. Non tutte le specie aliene quindi diventano invasive!

COME INTRODUCIAMO QUESTE SPECIE?

Abbiamo due vie di introduzione, quella VOLONTARIA e quella INVOLONTARIA o accidentale.

  • Controllo biologico–> VOLONTARIA
  • per la caccia/pesca/allevamento per scopi alimentari–> VOLONTARIA
  • introduzione di animali esotici come pets –> VOLONTARIA
  • allevamento per la pelliccia–> VOLONTARIA
  • contaminanti delle merci –> INVOLONTARIA
  • contaminante di vettori di trasporto (acqua di zavorra, navi)–> INVOLONTARIA

Vediamole nel dettaglio:

  1. CONTROLLO BIOLOGICO: Introduciamo specie per combattere parassiti agricoli o organismi ”infestanti”. Purtroppo, spesso la soluzione diventa un nuovo problema, con gravi impatti sulla biodiversità. esempi:
    • Gambusia (Gambusia affinis) piccolo pesce, originario del Golfo del Messico; nel ‘900 è stato introdotto per controllare le zanzare. Un tentativo fallimentare! Questo predatore, infatti, non mangia solo zanzare, ma stermina una vasta gamma di invertebrati e piccoli vertebrati acquatici autoctoni.
    • Coccinella asiatica (Harmonia axyridis) originaria dell’Asia; introdotta a partire dagli anni ’80 come agente di controllo biologico contro gli afidi. Purtroppo, In pochi anni, ha colonizzato interi paesi, diventando una minaccia per le coccinelle autoctone e per altre specie.
  2. CACCIA, PESCA ALLEVAMENTO PER SCOPI ALIMENTARI: Importiamo specie per la caccia sportiva, la pesca o l’allevamento, senza considerare le conseguenze a lungo termine sull’ambiente e le specie autoctone che competono per le stesse risorse. Esempi:
    • Il Gambero Rosso della Louisiana (Procambarus clarkii): crostaceo originario degli Stati Uniti, introdotto in Italia nel 1989 per l’allevamento e la vendita come cibo. Purtroppo, è fuggito o è stato liberato dagli impianti di acquacoltura, colonizzando rapidamente i nostri ambienti acquatici. Questa specie alloctona è portatrice sana della peste del gambero: causa epidemie mortali nella specie autoctona
    • La Rana Toro Americana (Lithobates catesbeianus), originaria del Nord America, è stata introdotta in Italia già negli anni ’30. Il motivo? Le sue grandi dimensioni, perfette per l’allevamento a scopo alimentare. Purtroppo, le fughe dagli allevamenti e le successive introduzioni da parte di agricoltori l’hanno portata a espandersi rapidamente.
  3. ANIMALI ESOTICI COME PETS: Dietro l’idea di un animale da compagnia “insolito”, si cela un’industria globale multimiliardaria. Un business in crescita, anche in Italia, che rappresenta una minaccia enorme non solo per la biodiversità, ma anche per il benessere stesso di questi animali. Infatti, le condizioni di trasporto e detenzione nell’ambiente domestico sono spesso del tutto inadatte alle loro esigenze naturali. Molti di loro soffrono in silenzio, arrivando a sviluppare patologie nel tempo come conseguenza di una scorretta gestione da parte del proprietario. Altri finiscono per fuggire o essere abbandonati da proprietari che non sanno più come gestirli, o si dispiacciono a vederli chiusi in gabbia. Esempi di rilascio intenzionato da parte di proprietari:
    • Testuggine Palustre Americana (Trachemys scripta elegans) specie di medie dimensioni originaria del bacino del mississippi. La sua massiccia diffusione al di fuori dell’areale nativo è interamente attribuibile al rilascio intenzionale da parte di privati che la detenevano come animale domestico.
    • Parrocchetto dal collare (Psittacula krameri),pappagallo originario delle zone tropicali e subtropicali dell’Africa sub-sahariana e dell’Asia; la sua presenza in italia è attribuibile interamente alla fuga o al rilascio deliberato da parte di proprietari che li detengono come animali da compagnia
    • Scoiattolo Grigio orientale (Sciurus carolinensis), originario del nord america; La sua introduzione è avvenuta a seguito del rilascio deliberato di individui che erano stati tenuti come animali da compagnia
  4. ALLEVAMENTO PER LA PELLICCIA:
    • Il Procione (Procyon lotor), originario delle Americhe, è stato introdotto in molte regioni, principalmente per l’industria della pelliccia. A causa di fughe o rilasci, questo mammifero è oggi presente con popolazioni riproduttive stabili in numerosi paesi europei, inclusa l’Italia.
    • La Nutria (Myocastor coypus), un roditore semiacquatico originario del Sud America, è stata importata in tutto il mondo a partire dall’Ottocento per il commercio della sua pelliccia (il “castorino”) e della sua carne. Tuttavia, con il calo della domanda, molti allevamenti sono stati abbandonati e le nutrie sono state rilasciate in natura.
  5. CONTAMINANTI DELLE MERCI E VETTORI DI TRASPORTO: Il trasporto marittimo globale è una via di introduzione involontaria : migliaia di organismi viaggiano come “clandestini” nelle acque di zavorra delle navi o con le merci. il Il riscaldamento globale sta sciogliendo la calotta glaciale Artica, aprendo nuove rotte di navigazione. questo, unito all’espansione di canali come Suez e Panama, e ai potenziali conflitti geopolitici, sta intensificando queste invasioni, rendendo i nostri ecosistemi marini e terrestri sempre più vulnerabili.
    • Un esempio lampante è il Granchio Blu (Callinectes sapidus), originario dell’Atlantico occidentale. Questo crostaceo è arrivato nei nostri mari probabilmente proprio tramite le acque di zavorra. La sua presenza sta causando ingenti danni economici, in particolare agli allevamenti di molluschi.

PERCHE’ E’ FONDAMENTALE COMPRENDERE LA NOSTRA RESPONSABILITA’ DELLE SPECIE ALIENE INVASIVE?

Comprendere che l’essere umano è la causa principale della diffusione delle Specie Aliene Invasive (IAS) è cruciale. Non si tratta di cercare un “colpevole” per un rimpallo di accuse, ma di fare un mea culpa collettivo e agire concretamente per tutelare i nostri ecosistemi. La prevenzione, infatti, è l’arma più potente ed efficace che abbiamo contro le IAS.

Gli animali e le piante che definiamo “invasive” non sono intrinsecamente malvagi. Sono semplicemente organismi che, trovandosi in un nuovo ambiente, sfruttano le opportunità per sopravvivere e riprodursi. In un certo senso, sono vittime delle nostre azioni sconsiderate, che creano le condizioni perfette per la loro diffusione, spesso con conseguenze devastanti per la biodiversità locale. Hanno solo colto un’occasione che gli abbiamo offerto noi.

POSSIBILI SOLUZIONI: AGIRE PER PREVENIRE E MITIGARE

Se riconosciamo la nostra responsabilità, possiamo passare all’azione. Ecco alcune delle direzioni su cui possiamo lavorare:

  • Azione Normativa: È indispensabile agire a livello legislativo per vietare o limitare in maniera stringente il commercio di specie esotiche. Questo include non solo la vendita diretta, ma anche l’importazione di piante e animali spesso utilizzati per scopi ornamentali, agricoli o come animali da compagnia.
  • Sensibilizzazione e Formazione: Dobbiamo sensibilizzare l’opinione pubblica sui rischi legati all’introduzione e alla diffusione delle specie aliene. Campagne informative, programmi educativi nelle scuole e una maggiore trasparenza sulle conseguenze delle nostre scelte possono fare la differenza. Ogni cittadino deve essere consapevole che il rilascio di un animale domestico in natura o la semina di una pianta esotica possono avere impatti irreversibili.
  • Riconsiderare il Sistema Commerciale: Infine, è necessario avviare una riflessione critica sull’attuale sistema capitalistico commerciale che, incentivando i flussi globali di merci senza adeguati controlli, facilita involontariamente la diffusione di queste specie. Questo non significa bloccare il commercio, ma implementare standard di biosicurezza più elevati e rigorosi a livello internazionale, specialmente per settori ad alto rischio come il trasporto marittimo e il commercio di prodotti agricoli e animali vivi.

Assumere la nostra responsabilità è il primo passo per un cambiamento reale.

Cosa possiamo fare noi, nel nostro piccolo, per contribuire a questa prevenzione?

  • Non rilasciare animali esotici in natura (e, agendo alla radice, non acquistarli affatto, così da non incentivarne il commercio e la detenzione!)
  • Scegliere Piante Autoctone per Giardini e Balconi: Quando acquisti piante per il tuo giardino, terrazzo o anche solo per una fioriera, preferisci sempre specie native della tua regione. Sono già adattate al clima e al suolo locali, richiedono meno cure e non rappresentano un rischio di invasione. Se proprio desideri una pianta esotica, assicurati che non sia classificata come invasiva per la tua area.
  • Pulire Scarpe, Attrezzature e Veicoli Dopo Escursioni: Se ti avventuri in aree naturali, soprattutto tra diverse regioni o paesi, assicurati di pulire accuratamente scarpe, pneumatici, attrezzi da giardinaggio o da campeggio e persino i vestiti. Semi, spore, frammenti di piante o piccoli organismi possono attaccarsi e viaggiare con te, finendo in un nuovo habitat dove potrebbero attecchire e creare problemi.
  • Informarsi e Diffondere la Conoscenza: La conoscenza è il primo strumento di prevenzione. Informati sulle specie aliene invasive presenti nella tua zona e sui loro impatti. Parla con amici e familiari, condividi articoli e notizie affidabili. Maggiore è la consapevolezza collettiva, maggiori saranno le probabilità di prevenire nuove introduzioni.
  • Acquistare Consapevolmente: Se acquisti legname, prodotti alimentari o altre merci che provengono dall’estero, cerca di informarti sulla loro origine e sui possibili controlli fitosanitari. Anche se non è sempre facile, scegliere prodotti con certificazioni di provenienza sostenibile può contribuire indirettamente a ridurre il rischio di diffusione di parassiti e malattie associati al commercio non regolamentato.
  • Segnalare Avvistamenti Sospetti: Se noti una specie vegetale o animale che ti sembra “fuori posto” o in rapida espansione, segnalalo alle autorità competenti (regioni, enti parco, associazioni ambientaliste). Un intervento precoce è fondamentale per contenere l’invasione prima che diventi ingestibile. In Italia, esistono portali dedicati per le segnalazioni.

Queste piccole azioni, se adottate da un numero crescente di persone, possono trasformarsi in un potente scudo contro le specie aliene invasive, proteggendo la straordinaria biodiversità dei nostri territori.


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