Storicamente il lupo è sempre stato visto come un nemico, il cattivo delle favole, un essere famelico di cui aver paura. Nonostante oggigiorno ci sia una maggiore consapevolezza e sensibilità verso la natura, questa fama negativa è dura a morire.
Il recente “ammorbidimento” della legislatura per la sua tutela rischia di alimentare questa percezione, rappresentandolo come un problema da eliminare, e di conseguenza potrebbero aumentare anche gli episodi di uccisioni illegali. Per questo è essenziale tornare ai fatti: capire chi è davvero il lupo, qual è il suo ruolo ecologico, come si è evoluta la sua storia in Italia, quali sono le norme che lo tutelano e quali sfide reali comporta la convivenza.
1. CHI è IL LUPO ITALICO (O APPENNINICO)
Il lupo italico (Canis lupus italicus) è la sottospecie di lupo presente in Italia. È più snello rispetto ai lupi del Nord Europa, ha un mantello marrone-grigiastro e una caratteristica banda scura sugli avambracci. È un animale altamente sociale: vive in branchi guidati da una coppia dominante e composti dalla loro prole, anche di cucciolate precedenti.
il l lupo è un predatore adattabile, percorre lunghe distanze e vive non solo nei boschi ma anche in colline, zone agricole, praterie e perfino aree periurbane, purché ci sia cibo e corridoi ecologici.

2. FUNZIONE ECOLOGICA DEL LUPO
Il lupo è un predatore apicale: controlla naturalmente cinghiali, caprioli, cervi e, quando presenti, anche nutrie. Limitando queste popolazioni riduce la pressione sulla vegetazione e contribuisce a un ecosistema più equilibrato. È anche un efficace “spazzino”, nutrendosi di carcasse e rimuovendo animali morti. Queste azioni generano effetti indiretti positivi su piante, insetti, uccelli e altri mammiferi: un fenomeno ecologico noto come cascata trofica.

3. STORIA DEL LUPO IN ITALIA
Il lupo è presente nel nostro territorio da molto prima dell’uomo, sopravvivendo a glaciazioni e grandi cambiamenti ambientali. Purtroppo l’uomo lo ha perseguitato per secoli, considerandolo un predatore competitivo e pericoloso: caccia, trappole e veleni ne hanno ridotto drasticamente la popolazione, portandolo negli anni ’60 sull’orlo dell’estinzione. A partire dagli anni ’70, grazie a misure di protezione la popolazione di lupi italiani ha iniziato a riprendersi lentamente. (attualmente si stimano circa 3400 individui in tutta italia).
4. LEGISLAZIONE
In Europa, la convenzione di Berna e la Direttiva Habitat inseriscono il lupo tra le specie protette. In Italia, già da qualche anno, il lupo è passato da specie “vulnerabile” a “quasi minacciata”. Tuttavia, la tendenza dei singoli paesi negli ultimi anni è quella di ridurre questa protezione. Più recentemente è stata approvata una modifica proprio alla Direttiva Habitat, declassando il lupo da specie “strettamente protetta” a “protetta”. Tutto questo, per quanto non significhi autorizzare la caccia al lupo, renderà più facili gli abbattimenti.
5) SFATIAMO FALSI MITI
- Il lupo è stato reintrodotto –> FALSO, la sua espansione recente è naturale: dopo la quasi-estinzione degli anni ’60, ha riconquistato gli spazi da solo, seguendo la disponibilità di prede. Alla fine degli anni ’70, i frequenti danni al bestiame avevano alimentato la leggenda di lupi “lanciati” dall’elicottero. Studi successivi hanno invece mostrato che gran parte di questi danni — circa l’80% — era causata da cani randagi o rinselvatichiti presenti su tutto il territorio nazionale. Inoltre, l’ibridazione con il cane rappresenta una criticità per la conservazione del lupo. L’ingresso di geni non selezionati per la vita selvatica può modificare tratti importanti come comportamento, capacità di caccia o gestione del territorio.
- Il lupo è troppo numeroso –> FALSO, le dimensioni di un branco variano durante l’anno e di solito oscillano tra 2 e 7 individui. I giovani che restano con i genitori collaborano nella cura dei cuccioli, ma una volta raggiunta la maturità sessuale tendono a disperdersi, lasciando il gruppo d’origine per cercare un proprio territorio. Questa dispersione è il principale fattore che determina le fluttuazioni numeriche. Inoltre i lupi sono fortemente territoriali: ogni branco presidia un’area definita e la quantità di spazio e di prede disponibili stabilisce naturalmente quanti individui possono rimanere.
- Il lupo non ha nessun ruolo naturale –> FALSO, Controlla le popolazioni di ungulati e contribuisce a mantenere boschi e pascoli naturali più sani.
- E’ pericoloso per l’uomo –>: FALSO. Gli attacchi all’essere umano sono estremamente rari e legati quasi sempre a situazioni anomale, come animali abituati al cibo umano o cani slegati. Sparare ai lupi è necessario –> FALSO, Gli abbattimenti indiscriminati frammentano i branchi e possono aumentare gli attacchi al bestiame. La convivenza NON è possibile –> FALSO. Dove si adottano strumenti adeguati — recinzioni funzionali, cani da guardiania, gestione corretta delle carcasse — i conflitti si riducono.
6. CONFLITTI CON GLI IMPRENDITORI ZOOTECNICI
Il lupo sfrutta ciò che l’ambiente gli offre. Quando avvengono predazioni sul bestiame/domestico il motivo non è uno solo. È sempre l’incontro — o lo scontro — tra ecologia del lupo e gestione del territorio. Negli ecosistemi dove vi è frammentazione dell’habitat o la disponibilità di prede selvatiche è irregolare, il lupo amplia il proprio raggio di ricerca, prediligendo cibo facile e facilmente reperibile. Questa dinamica può intaccare l’economia del settore zootecnico- un sistema modellato dall’uomo solo per le proprie esigenze e non per quelle degli altri animali.
Nei territori dove il lupo era assente da decenni, gli allevatori devono riadattarsi: gli animali non possono più essere lasciati incustoditi. Molti pastori/allevatori ritengono che la presenza del lupo comporti un aumento di costi e di lavoro e in alcune zone pensano sia necessario contenerlo o eliminarlo del tutto!
Animali privi di protezioni adeguate, pascoli facili da raggiungere, recinzioni non funzionali o carcasse abbandonate nei dintorni dell’azienda trasformano l’area in una risorsa per qualsiasi predatore. Anche i cani lasciati incustoditi possono occasionalmente diventare preda. La gestione degli allevamenti e degli animali domestici può aumentare o ridurre notevolmente il rischio di predazione.
La predazione quindi NON è mai solo un “problema di lupi”: è un fenomeno che nasce dalla combinazione tra:
- caratteristiche dell’habitat
- disponibilità di prede
- modalità con cui gli animali domestici / allevati vengono gestiti.
La convivenza è possibile proprio perché i fattori sono noti e modificabili: dove si adottano misure di prevenzione efficaci, i danni diminuiscono rapidamente.
7. UNA CONVIVENZA POSSIBILE
Per ridurre i conflitti, diverse associazioni e progetti europei promuovono soluzioni incruente per favorire la convivenza tra uomo e lupo e ridurre le predazioni sul bestiame e sugli animali domestici. Inoltre sono previsti degli indennizzi per i “danni da lupo”, diretti e indiretti, dall’80 al 100% per i danni subiti e accertati dall’ASL.
È possibile mettere in atto misure preventive come recinzioni di sicurezza, anche elettrificate, dissuasori ottici/acustici, cani da guardianìa con caratteristiche specifiche. Custodire gli animali domestici /allevati, specialmente di notte quando il lupo caccia, e non lasciare carcasse nei dintorni dell’azienda, aiuta a ridurre significativamente gli attacchi. Già prendendo queste precauzioni si può ridurre considerevolmente il numero degli animali attaccati.
Oltre alle misure preventive quotidiane, è fondamentale adeguare il settore zootecnico alle condizioni ecologiche attuali,perché molte pratiche e strutture sono state storicamente progettate solo in funzione delle esigenze umane, senza considerare la presenza e il ruolo dei grandi predatori negli ecosistemi.
Bisogna metabolizzare che il rischio di ”attacchi ” da parte della fauna si può ridurre, ma NON eliminare: esiste e ci sarà sempre, perché fa parte della natura stessa. Con attenzione, però, possiamo contenerlo al minimo.
Ringrazio fotografia_magnaghi e marti_cordella per le fotografie concesse e claudio.missione.ambiente per aver collaborato alla realizzazione di questo articolo.