Sono il primo di una numerosa cucciolata e peso circa 1.5 kg. Seguo quel forte calore che emana mamma e mi dirigo quasi strisciando verso di lei. Sono appena nato e già ho tanta voglia di nutrirmi, faccio capire ai miei fratelli chi è il più grande e prendo la migliore delle mammelle, quella più vicina al viso della mamma.
Lei è stesa ed è chiusa in questa strana gabbia che consente però di poterci avvicinare per la poppata; la mamma può solamente alzarsi e sdraiarsi: davanti a sé ha l’abbeveratoio e la vaschetta per mangiare ma non ha possibilità di muoversi liberamente; dicono che quelle gabbie servano per contenerla ed evitare che possa schiacciarci, ma lei è molto attenta e prima di sederci ci avverte con un bel verso. Entro il 2027 (forse) queste gabbie verranno abolite.
Possiamo camminare lungo il perimetro della gabbia e, posizionata in un angolo, vi è una lampada che emana calore: questa serve a tenerci caldi quando riposiamo. Delle volte però abbiamo ancora freddo e ci ammassiamo per riscaldarci; altre volte fa troppo caldo e siamo costretti ad allontanarci. Per le norme del benessere animale, le lampade vanno controllate spesso proprio per evitare questi problemi…


Il posto dove alloggio si trova nel settore parto-allattamento: rimarremo qui per 28 giorni (per legge, con possibilità di deroga a 21gg).
Secondo giorno di vita: decidono di tagliarmi la coda anche se con le attuali Leggi in vigore non è più obbligatorio (è ancora molto comodo per gli allevatori, così gli altri suinetti evitano durante le competizioni di mordere la coda ed arrecare a loro danni economici).
Mi fanno una iniezione di ferro perché sono nato carente in quanto sono un animale a crescita molto rapida, mi hanno purtroppo selezionato per rendere al massimo della produzione.


Sono un maschietto e dovranno castrarmi: questa procedura viene fatta dal settimo al decimo giorno in modo tale che non venga usata l’anestesia o l’analgesia e non c’è bisogno dell’intervento del veterinario. Se non mi castrano, la mia carne avrà un odore e sapore sgradevole incompatibile con i gusti dei consumatori. Alcune persone si stanno battendo affinché la castrazione non venga più fatta o almeno che sia obbligatoria l’anestesia e l’analgesia… Successivamente mi vaccinano e tatuano sia sull’orecchio che sulla coscia.
Iniziamo ad avere a disposizione dell’alimento solido ma il latte della mamma è molto più buono: cercano di rendere appetibile il nuovo cibo provando in vari modi: un po’ sul pavimento, poi in mangiatoie circolari ed infine in mangiatoie a tramoggia. Stiamo crescendo ed iniziamo a mangiarlo volentieri.


28 giorni sono passati e peso 10 kg: insieme ai miei fratelli e sorelle vengo spostato in un altro settore, lo chiamano ”settore svezzamento’‘. Qui siamo in un box di gruppo dove conosco nuovi compagni, siamo tutti molto simili in termini di grandezza e peso. Il box non è molto grande, siamo in tanti e a malapena riusciamo a fare qualche passo senza scontrarci.
Staremo qui fino al raggiungimento di circa 20-30 kg, dopodiché verremo spostati nel settore accrescimento fino ai 40-60 kg, ed infine andremo nel settore ingrasso. In quest’ultimo, in particolare, è dove passeremo più tempo perché dovremo crescere ed ingrassare molto, fino ad arrivare ad un peso di circa 160 kg in 9- 10 mesi (disciplinare per i suini pesanti).




Sono diventato molto grosso e faccio fatica a stare in piedi: avrei tanta voglia di correre e giocare, ma il peso ed il poco spazio disponibile me lo impediscono. Anni di selezione genetica ci hanno portato a diventare enormi per soddisfare la richiesta di un sistema economico basato su di una massiva produzione che porterà i nostri corpi a trasformarsi in prosciutti, salumi, affettati, fettine e/o scatolame.
Siamo pronti per essere trasportati verso l’ultimo settore, quello di non ritorno: il Macello. Ci faranno entrare in una stanza dove verremo storditi con degli elettrodi. Infine ci taglieranno la gola per dissanguarci.
Siamo morti per accrescere un sistema economico ormai insostenibile.
Siamo morti per soddisfare non delle esigenze, ma degli sfizi.
Siamo morti per ingordigia.
Siamo morti, per niente.


Mia sorella non se la passerà meglio di me.
Scrofa: settore riproduzione
Sono nata da poco e sono una bella femminuccia. Fin dalla nascita mi hanno selezionata come futura riproduttrice e per riconoscermi mi hanno applicato una marca auricolare. Le mie sorelle ed i miei fratelli invece prenderanno la via del settore ingrasso.

Una volta svezzata gli operatori attendono il mio primo calore (avviene intorno ai 6 mesi).
Vengo portata in un box singolo e per stimolare il calore fanno passare un maschietto, chiamato ”verro ruffiano”: rilascia con la sua presenza tanti ferormoni (non è stato castrato i primi giorni di vita) che servono a stimolarci.


Una volta individuato il calore gli operatori preparano il seme: l’allevamento dove alloggio è a ciclo chiuso, questo vuol dire che il seme verrà preso da alcuni verri presenti nell’allevamento e verrà prelevato tramite un operatore umano mediante stimolazione manuale.


Successivamente lo sperma verrà controllato e diluito di modo da poter essere utilizzato non solo su di me ma anche sulle altre femmine selezionate come riproduttrici.
Non faremo una riproduzione naturale bensì una fecondazione artificiale: qui l’operatore utilizzerà un catetere che inserirà nella vagina dove poi verrà inoculato lo sperma contenuto in una boccetta.


Se tutto va bene, una volta fatta la diagnosi di gravidanza, rimarrò un mese in queste gabbie singole. (questo per semplificare il lavoro degli operatori e contenermi meglio).
Dopo queste 4 settimane la legge obbliga gli operatori a tenermi in gruppo con altre scrofe in gravidanza.


La gestazione dura 115 giorni (3 mesi, 3 settimane e 3 giorni). Qualche giorno prima del parto mi spostano nel settore parto-allattamento, in modo tale che possa ambientarmi. Qui partorirò 12-14 suinetti che allatterò per 28 giorni, come ha fatto mamma con me.

Passati i 28 giorni, se per gli operatori sono stata abbastanza brava (pochi problemi nella inseminazione/gravidanza/parto/patologie ecc) ritorneranno a stimolare e ricercare il mio calore e verrò nuovamente fecondata artificialmente per portare di nuovo alla luce altre creature.
In media vivrò meno di 2-3 anni, (potrei viverne altri 15…), poi verrò riformata: vuol dire che anche io finirò al Macello ed una delle mie figlie prenderà il mio posto.
Tutto, alla fine ritorna qui: nel luogo dove la vita ha solo un valore economico.
NB. Alcune definizioni:
Per suino pesante si intende un suino che ad almeno 9 mesi pesa 160 kg –> per il disciplinare DOP prosciutto di Parma, San Daniele, il Modena ecc.
Per suino leggero si intende un suino che pesa circa 90 kg.
Per fare la porchetta o il porcello sardo vengono utilizzati suini piccolissimi, peso di circa 20-30 kg.
Il verro ogni 2 anni viene riformato.
Primi calori scrofette attorno ai 6 mesi di età, primo parto entro l’anno.
115 gg gestazione + parto con 28 gg lattazione + anestro 7 gg (dove non sono in calore)+ primo calore ed inseminazione (se non riescono al primo tentativo, aspettano altri 21 gg per il secondo calore).
Lo Streptococco è un batterio che i suini hanno sempre ma che in situazioni di stress va in circolo e può causare miocardite e mortalità improvvisa dei suinetti. È uno dei motivi per cui negli allevamenti, al momento dello svezzamento, è somministrato un antibiotico (penicillina) long-acting a tutti i suinetti, coprendoli così per circa 48 ore: l’animale si stressa durante lo svezzamento, lo streptococco va in circolo ma l’antibiotico ne limita o annulla gli effetti negativi, riducendo la mortalità dei suinetti.
Ogni giorno mi pesa di più comprare carne. Ma pur avendola ridotta in quantità non riesco a farne a meno. Poi arrivano articoli come il tuo che mi ricordano quanto siamo malvagi…
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Grazie per aver detto il tuo pensiero, sempre apprezzato.
Non si cambia da un giorno all’altro, piano piano se davvero vuoi, riuscirai ad eliminarla totalmente.
E’ una questione di volontà, un po’ come smettere di fumare.
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ci tentabbi…come si dice tentare non cuoce…
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Io per la carne ho risolto il problema a 8 anni: amavo troppo gli animali, non avrei potuto farli uccidere e mangiarli. Sono però stato cieco sul latte per decine d’anni; poi ho deciso di interrompere alla radice la mia complicità con la violenza favorita dagli infingimenti di questo sistema economico spiritualmente malato. Per due anni ho sentito la mancanza solo del cappuccino, cui tenevo molto, e con il ‘latte’ di soia non era accettabile. Quando mi ero rassegnato, ecco scoprire il latte di soia ALPRO BARISTA, squisito per il cappuccino, ed anche l’unico ‘sacrificio’ alimentare se n’è andato! Il percorso pacifico è lastricato di felicità, nel profondo, nonostante le difficoltà della vita.
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mi impegnerò. Non garantisco risultati mirambolanti, macceprovo…
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