La Corte Penale Internazionale (CPI) — o ICC in inglese (International Criminal Court) — è un tribunale permanente con sede all’Aia, nei Paesi Bassi. Fondata nel 2002 con lo Statuto di Roma, ha il compito di giudicare i crimini più gravi contro la comunità internazionale, cioè quelli che “offendono l’intera umanità”.
Oggi la Corte riconosce quattro categorie principali di crimini internazionali:
- Crimini di guerra → violazioni gravi del diritto internazionale dei conflitti armati, come l’uccisione di prigionieri, la presa di ostaggi, la distruzione ingiustificata di beni e altre violazioni delle leggi di guerra. Questi atti mirano a colpire combattenti o civili legati da vincoli di nazionalità o fedeltà a una parte del conflitto e possono consistere in atti isolati.
- Crimini contro l’umanità → atti sistematici e diffusi commessi contro la popolazione civile, indipendentemente dalla nazionalità delle vittime. Comprendono lo sterminio, la schiavitù, la deportazione, la persecuzione per motivi politici, razziali o religiosi, e altri atti inumani. Questi crimini possono avvenire sia in tempo di pace sia durante un conflitto armato e richiedono una molteplicità di condotte lesive.
- Genocidio → la distruzione intenzionale, totale o parziale, di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso. Include l’uccisione dei membri del gruppo, la causazione di gravi danni fisici o mentali, l’imposizione di condizioni di vita destinate a distruggere il gruppo e il trasferimento forzato di bambini.
- Crimine di aggressione → l’uso illegittimo della forza armata da parte di uno Stato contro la sovranità, l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di un altro Stato, in violazione della Carta delle Nazioni Unite.
Negli ultimi anni, si è proposta l’introduzione di un quinto crimine internazionale: l’ecocidio. L’idea è che la distruzione grave e intenzionale dell’ambiente — su scala tale da minacciare popolazioni o sistemi vitali del pianeta — debba essere perseguita come crimine universale, non solo come danno civile o amministrativo. La logica è simile a quella che portò al riconoscimento del genocidio dopo la Seconda guerra mondiale: trasformare in inaccettabile dal punto di vista giuridico ciò che già lo è moralmente.
Il termine “ecocidio” fu coniato nel 1970 dal biologo Arthur Galston, che denunciò la devastazione ambientale su larga scala avvenuta durante la guerra del Vietnam. Tra il 1962 e il 1971, le forze statunitensi spruzzarono l’erbicida Agent Orange su vaste aree del paese, distruggendo ecosistemi essenziali per le popolazioni locali. L’Agent Orange fu inoltre associato a gravi problemi di salute, che colpirono milioni di persone, compresi civili e veterani, e persino le generazioni successive.
Definire giuridicamente l’ecocidio non è stato semplice. Una pietra miliare è stata raggiunta nel 2021, quando un gruppo internazionale di esperti indipendenti ha proposto una definizione chiara: includere nello statuto della CPI “atti illeciti o dolosi commessi con la consapevolezza che esiste una probabilità sostanziale che tali atti causino danni gravi, diffusi o a lungo termine all’ambiente”.
L’inserimento dell’ecocidio come quinto crimine nella giurisdizione della CPI rappresenterebbe un passo decisivo verso la responsabilizzazione per danni ambientali gravi. Rifletterebbe anche un approccio più ecocentrico al diritto: al contrario del diritto penale internazionale attuale, ancora largamente antropocentrico, l’ecocidio punirebbe il danno agli elementi naturali indipendentemente dalle conseguenze sugli esseri umani, affermando così il valore intrinseco del mondo naturale.
Il diritto penale ha anche un forte potere espressivo. Trattare il danno ambientale non solo come questione normativa, ma come atto criminale, invia un messaggio chiaro sui valori e le priorità della società. Questa trasformazione simbolica può aumentare la consapevolezza, spingere a cambiamenti comportamentali e influenzare le politiche pubbliche, rendendo più concreta la tutela del pianeta.
BIBLIOGRAFIA E APPROFONDIMENTI:
- https://www.bmj.com/content/bmj/390/bmj.r1715.full.pdf
- https://www.icc-cpi.int/
- https://www.treccani.it/enciclopedia/crimini-internazionali_(Diritto-on-line)/
- https://kups.ub.uni-koeln.de/78593/1/Dissertation%20-%20Vincenzo%20Di%20Terlizzi.pdf
- https://dpc-rivista-trimestrale.criminaljusticenetwork.eu/pdf/DPC_Riv_Trim_4_2021_molteni.pdf
- https://www.astrid-online.it/static/upload/doss/0001/dossier_aaii_3_1371239_425501.pdf
L’intelligenza artificiale sta preparando i giovani a un ambiente senza flora.
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si, ma anche i genitori stessi non si ricordano più com’era un tempo la Natura…danno per scontato che enormi distese di monocolture e cemento sono normali, naturali…
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😟
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